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Convegno a Sulmona sul tema “la pena espiazione e riscatto”

Sulmona, 9 ottobre– Si è svolto questo pomeriggio a Sulmona, nel teatro comunale Maria Caniglia, il convegno allestito in occasione del ventennale della fondazione dell’istituto per lo studio dell’esecuzione penale e del diritto penitenziario, ente sorto nel 1999, avente come argomento e tema di dibattito la pena espiazione e riscatto.

Presenti l’avvocato Lando Sciuba presidente della fondazione, per i saluti sono stati presenti Michele Fusco vescovo della diocesi di Sulmona Valva, Fabrizia Francabandera presidente della corte d’appello dell’Aquila, Maria Rosaria Parruti presidente del tribunale di sorveglianza dell’Aquila, Giorgio Di Benedetto presidente del tribunale di Sulmona, Giuseppe Belelli procuratore della repubblica presso il tribunale di Sulmona, l’avvocato Luca Tirabassi presidente dell’ordine degli avvocati del foro di Sulmona.

I relatori del convegno sono stati Francesco Palazzo emerito di diritto penale nell’università degli studi di Firenze, Fabrizio Politi ordinario di diritto costituzionale nell’università degli studi dell’Aquila, Silvia Ciucciovino ordinario di diritto del lavoro nell’università degli studi di Roma tre, Giorgio Spangher emerito di diritto processuale penale università la sapienza di Roma. Al convegno hanno aderito la fondazione nazionale Giuseppe Capograssi di Roma, la fondazione nazionale Giacomo Matteotti di Roma, il consiglio dell’ordine degli avvocati presso il tribunale di Sulmona, la camera penale di Sulmona, AIGA di Sulmona, la fondazione certamen ovidianum sulmonese di Sulmona, l’università sulmonese della libera età di Sulmona, la camerata musicale sulmonese, l’accademia degli agghiacciati di Sulmona, l’associazione culturale voce e scrittura di Sulmona. Presenti autorità militari, uomini di pensiero, giuristi, avvocati, i centotrentotto allievi agenti del centosettantasettesimo corso di polizia penitenziaria, cittadini desiderosi di non mancare.

È stato osservato all’inizio un minuto di raccoglimento perché il convegno, come data, è coinciso con l’anniversario della partenza del treno da Sulmona per Dachau con a bordo oltre trecento persone di cui oltre cento detenuti. Pochissimi torneranno e resteranno in vita i quali racconteranno l’orrore dei campi di sterminio. Era il nove ottobre del 1943 settantasei anni or sono ma la memoria, il ricordo indelebile, è in ogni cittadino. Uomini costretti a salire sul convoglio utilizzato per il trasporto del bestiame. Fra le vittime anche ragazzi: sono tutte persone strappate alla vita le quali andranno incontro ad un destino orribile. Temi attuali e di rilievo sia giuridico, sia sociale, sia storico, quelli affrontati nel convegno con la pena da infliggersi a chi ha sbagliato, garantendo però il riscatto, il reinserimento nella vita sociale, dando la possibilità di rifarsi una vita a chi purtroppo ha sbagliato.

Nel corso del convegno si è affrontata anche la questione della dignità del detenuto, in quanto essere umano, con le riforme che, nel corso del tempo, sono state attuate per conferire per l’appunto dignità al recluso. Il pigiama che i detenuti avevano è stato eliminato, così come il numero assegnato al detenuto che, in sostanza, sostituiva il nome ed il cognome. Molta strada è stata percorsa sino ad oggi, in tema di riforme, per trattare con dignità coloro che hanno sbagliato nella vita e che devono affrontare la dura realtà della detenzione, lontano dal mondo e dalla società civile. La costituzione prevede che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato ai sensi e per gli effetti dell’articolo ventisette della carta costituzionale. Giornata di analisi, confronti, dibattiti, cultura, quella vissuta al teatro comunale Maria Caniglia, con la cultura che si conferma piedritto fondamentale della società.

Andrea Pantaleo

 

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