Economia

Cgil: Chiediamo il rispetto delle regole e del contratto

Sulmona, 9 agosto – Con una lunga e articolata nota  la  FP CGIL  della provincia dell’Aquula  torna sulla vicenda della  selezione per n. 20 funzioni di coordinamento (ex caposala)

 “Preliminarmente – scrive la Cgil –  va ricordato che, per quanto concerne le selezioni di cui sopra, a seguito delle unificazioni delle due ex ASL di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro e dell’Aquila, l’allora costituenda ASL n. 1 decise di portare avanti due distinte procedure selettive per gli incarichi di coordinamento (giusto verbale di incontro tra la Direzione ASL e le OO.SS. del 13/05/2011 e successivo del 14/12/2011) in quanto nella ex ASL dell’Aquila era vigente una graduatoria di una procedura selettiva già effettuata, mentre nella ex Asl di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro risultavano vacanti, tra gli altri, n. 20 posti di coordinamento infermieristico. La stessa ASL ipotizzava, per il solo territorio della ex ASL di Avezzano Sulmona Castel di Sangro, una selezione per n. 20 unità, salvo “verifica sulla quantificazione effettiva a seguito dell’Atto Aziendale”.

A seguito di tale decisione, nel 2012, venne bandito un concorso interno riservato ai soli posti vacanti della ex Asl di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro previsti nelle Unità Operative Complesse definite nell’atto Aziendale vigente all’epoca, le uniche nelle quali era prevista la funzione di coordinamento. Dal 2012 ad oggi l’assetto organizzativo della ASL n 1 è mutato più volte a seguito delle linee guida emanate dalla Regione Abruzzo e di conseguenza dagli Atti Aziendali deliberati dalla ASL n. 1, tant’è che è stato drasticamente ridotto il numero delle Unità operative complesse ed è stata data una nuova classificazione ai Presidi Ospedalieri.

Infatti, il già Direttore Generale dott. Rinaldo Tordera, in data 14 giugno 2016, con una nota indirizzata a tutti i Direttori apicali, chiedeva “una attenta verifica in ordine al numero ed alla collocazione dei dipendenti con funzione di coordinamento esistenti all’interno di ciascun Dipartimento ed alle eventuali esigenze di conferimento di nuovi incarichi, che potrebbero essere presi in considerazione solo dopo che le SS.LL. avranno effettuato approfondite analisi e valutazioni in ordine ad una riorganizzazione interna al Dipartimento Funzionale alle esigenze operative e nell’ottica di un più razionale utilizzo delle risorse umane disponibili”.

Non si hanno notizie da parte della Direzione Aziendale rispetto alle verifiche effettuate e quindi rispetto al numero di caposala necessari, anche alla luce dei posti vacanti in tutta la (ormai costituita?) ASL n. 1. A nessuno sfugga, inoltre, che in data 21/05/2018, è stato sottoscritto il nuovo  CCNL Comparto Sanità 2016/2018, che ha apportato innovazioni significative in materia di coordinamento e posizioni organizzative, le quali cessano di efficacia e vengono sostituite dagli incarichi di funzione per le quali è previsto l’avvio di nuove procedure selettive e non si comprende perché nessuno parli, o ignori, le procedure previste nel nuovo CCNL.

Al contrario di quanto previsto nel vigente CCNL, nella ASL n. 1 gli incarichi di coordinamento diventano efficaci (almeno dal punto di vista formale) solo quest’anno, tant’è che con deliberazioni n. 699 del 16 aprile 2019 e n. 1326 del 30 luglio 2019, viene dapprima approvata la graduatoria, poi nominati i vincitori ed in ultimo vengono conferiti gli incarichi “…nelle more della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, della messa a regime dell’Atto Aziendale e dell’adozione della nuova pianificazione aziendale degli incarichi di coordinamento in conformità al vigente CCNL…” (sic…)

Pertanto, come dalla scrivente denunciato in più occasioni e a tutti i livelli Istituzionali e Giudiziali (Procura della Repubblica, Corte dei Conti ed ANAC), la ASL, nello stesso momento in cui conferisce gli incarichi, assume la consapevolezza che gli stessi saranno revocati e che sarà costretta comunque ad attivare un ulteriore avviso per l’attribuzione degli incarichi di funzione che sostituiranno le ex posizioni organizzative e gli ex coordinamenti con ulteriore sperpero di denaro pubblico e conseguente beffa dei lavoratori che sono risultati vincitori dell’avviso di coordinamento dovendo questi cessare dall’incarico a seguito delle nuove assegnazioni.

Tutto ciò al termine di un iter durato oltre 7 anni (ai quali vanno aggiunti due anni di trattative e discussioni) per selezionare un numero pari a circa 120 dipendenti (in altre realtà si selezionano migliaia di lavoratori in pochi mesi). Ricordiamo- si legge ancora nella nota-  infatti che altri Enti Pubblici stanno già selezionando o hanno già selezionato il personale nel rispetto del nuovo CCNL con conseguente attribuzione degli incarichi ivi previsti.

Infine, secondo alcune voci provenienti dall’interno della ASL, sembrerebbe che la Direzione Aziendale, si sia già impegnata da una parte per il trasferimento in altre sedi aziendali degli attuali vincitori di concorso, e dall’altra per lo scorrimento della graduatoria al fine di coprire alcuni posti vacanti che, nel frattempo, si sono scoperti nel territorio dell’Aquila, dimenticando che l’avviso pubblicato nel 2012 era esplicitamente ed esclusivamente rivolto alla ex ASL di Avezzano Sulmona Castel di Sangro e che quindi non vi è alcuna possibilità di assegnare il personale in sedi diverse. Ma forse è passato troppo tempo per ricordare o forse, come sostenuto dalla FP CGIL, era necessaria una mappatura aggiornata delle effettive esigenze organizzative aziendali ed è obbligatorio attenersi alle nuove regole imposte dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del comparto Sanità.

In ultimo, auspichiamo che la nomina del nuovo Direttore Generale annunciata pochi giorni fa dalla Regione Abruzzo metta fine ad un periodo di transizione durato fin troppo tempo, che lo stesso Direttore Generale prenda le dovute distanze da una modalità di gestione della cosa Pubblica che è al limite della legalità e che si proceda a dare immediatamente risposte al personale, il quale giustamente pretende il legittimo riconoscimento dei propri diritti e la piena applicazione del CCNL, nonché l’avvio della contrattazione integrativa aziendale, agli utenti i quali pretendono un Servizio Sanitario di prossimità e di qualità che può essere garantito solo attraverso i dovuti investimenti sul personale e sulle tecnologie sanitarie “. (h. 13,00)

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