Economia

Centro Abruzzo: Ora.. ora è il momento. Rassegnarsi o mobilitarsi ?

 

E’ tornato a salire forte negli ultimi giorni il grido del Centro Abruzzo per richiamare la politica locale  e regionale ad attivare concrete iniziative per arrestare l’agonia del nostro territorio e riportarlo al centro della politica regionale Non c’è piu’’ tempo per  la propaganda spicciola e senza senso e non c’è piu’ tempo per delegare a qualche rappresentante impegnato nelle Istituzioni uno sforzo che invece dev’essere comune.Occorre agire e.. presto nel segno dellla coesione e della solidarietà L’economista Aldo Ronci che da anni si batte con studi e proposte per stimolare a fare di piu’ e meglio nelle ultime ore torna sull’argomento e richiama tutti ad un  un nuovo appello alla mobilitazione per illustrare i dati sulla moria delle imprese, sulla diminuzione degli occupati e sull’aumento dei disoccupati che si aggiungono ai dati sul crollo demografico per elencare le spoliazioni subite da Sulmona e dal Territorio Peligno; per evidenziare che una iniziativa fondamentale per far tornare il Territorio Peligno al centro dell’attenzione delle scelte regionali è quella di sostenere che l’ istituzione Regione Abruzzo riconosca il Territorio Peligno come una delle 7 AREE URBANE FUNZIONALI (FUA), così come individuate in uno studio del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” e che sono: Pescara-Chieti, Teramo, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto.

 

 Sulmona, 10 dicembre– Negli ultimi cinque anni, Sulmona ha perso 1.108 abitanti con un decremento del 4,44% con un’intensità pari a 6 volte quello italiano (0,70%); se l’intensità del decremento fosse stato lo stesso di quello italiano la flessione sarebbe stata di solo 175 abitanti.

La flessione di Sulmona del 4,44% è preoccupante perché ha un’intensità pari 2 volte e mezzo quella abruzzese (-1,68%) che è di per sé allarmante in quanto a sua volta è pari a 2 volte e mezzo quella italiana (-0,70%).

Nel 2019 le cose purtroppo peggioreranno a vista d’occhio considerato che, in un solo anno si perderanno non  meno di 500 abitanti.

Le cose non vanno meglio per il Territorio Peligno il quale, negli ultimi cinque anni, ha subito una flessione di 2.348 abitanti e nel 2019, in un solo anno, ne perderà più di 1.000.

INVECCHIAMENTO

Nel Territorio Peligno al 31.12.2018 le persone anziane (65 anni e oltre) erano il 27,4% contro il 22,8% dell’Italia, il dato è il peggiore di tutti gli altri territori regionali e uno dei peggiori a livello nazionale.

MORIA DI AZIENDE

Negli ultimi cinque anni Sulmona ha perso 86 imprese con una flessione del 4,60% pari a 7 volte quella italiana (0,68%) mentre il Territorio Peligno ne ha perse 124.

FLESSIONE DEGLI OCCUPATI E INCREMENTO DEI DISOCCUPATI

Nel Territorio Peligno nel 2018 il tasso di occupazione è stato del 40% contro il 44,6% nazionale, il tasso di disoccupazione del 13% a fronte del 10,6% italiano e il tasso di attività del 45,9% a confronto del 49,9% nazionale. I tassi del Territorio Peligno sono stati i peggiori a livello regionale e tra i peggiori a livello nazionale.

LE SPOLIAZIONI SUBITE                                              

Come abbiamo visto, si sta spopolando e invecchiando, perde imprese, vede diminuire gli occupati e aumentare i disoccupati.

A tutto ciò bisogna aggiungere che Sulmona:ha perso:

  • la Caserma Cesare Battisti;
  • il X Comando Militare di Zona;
  • l’Officina di manutenzione delle Ferrovie dello Stato;
  • il Circolo Interregionale delle Costruzioni delle Poste;
  • ha subito la  soppressione
  • della Sezione Staccata dell’Università dell’Aquila ,
  • dell’Ufficio di Promozione Turistica;
  • del Centro Regionale dei Beni Culturali;
  • del Distaccamento della Polizia Ferroviaria;
  • ha subito il declassamento e il depotenziamento dell’Ospedale;
  • rischia la chiusura del Punto Nascita;
  • ha un Tribunale che , prima di essere chiuso, sopravvive con le proroghe;
  • è stato sottoposto a pesanti tagli nel sistema dei trasporti su gomma;
  • viene tagliato fuori dai traffici ferroviari;
  • non è riuscito a farsi riconoscere come Macro Area nell’Ambito della Strategia Nazionale  per le Aree Interne;
  • non è riuscito ad avere il riconoscimento come Area di Crisi Complessa;
  • ha visto ridimensionare le rappresentanze sindacali zonali;
  • ha visto ridimensionare il presidio locale della Camera di Commercio;
  • ha visto depotenziato l’ufficio dell’ARSA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo);
  • per ultimo ha subito il declassamento dell’Agenzia Regionale per la Promozione culturale.

  Che fare allora? Rassegnarsi o mobiliutarsi ?

Di fronte a tutto ciò la scelta non può che essere la mobilitazione sapendo che il Territorio Peligno ha necessità:

  • DI DIVENTARE ATTRATTIVO PER LE IMPRESE E LE PERSONE
  • DI UN SISTEMA PRODUTTIVO PIÙ COMPETITIVO

TORNARE AD ESSERE PARTE IMPORTANTE DELLE SCELTE REGIONALI

  • Se vengono tolti una serie si servizi pubblici,
  • se non riusciamo a intercettare provvedimenti che possono innescare processi di sviluppo,
  • se a livellosindacale si depotenzia la presenza dei presidi locali,
  • se a livelli di uffici amministrativi locali vengono diminuite le competenze e limitate le presenze,
  • se le scelte vengono fatte tutte a livello provinciale,

se ne desume che le scelte vengono fatte sul livello Provinciale e che come territorio non siamo più considerati parte integrante del sistema regionale non solo dalla politica ma anche dai sindacati, dalle associazioni imprenditoriali e dalle istituzioni amministrative.

Per rendere il Territorio più attrattivo e il sistema produttivo più competitivo si ha la necessità di infrastrutture, di strutture, di investimenti, di adeguati servizi sanitari, scolastici e dei trasporti, del Tribunale, la presenza e la permanenza di numerosi altri presidi locali.

Per riuscire ad invertire la tendenza non si po’ continuare con una miriade di iniziative isolate e scollegate sui singoli problemi (che pure in sé sono positive) ma bisogna affrontare “il problema dei problemi”: “FAR TORNARE IL TERRITORIO PELIGNO  AL CENTRO DELL’ATTENZIONE DELLE SCELTE REGIONALI” in tutti i campi (politico, sindacale, imprenditoriale, culturale, amministrativo ecc…).

LE AREE FUNZIONALI URBANE

A questi fini è diventa particolarmente importante tornare ad essere al centro dell’attenzione politica della Regione Abruzzo non fosse altro perché da essa dipendono le scelte in ordine ai servizi pubblici e la destinazione di risorse finalizzate allo sviluppo economico e  sociale.

Per raggiungere questo obiettivo bisogna che a livello regionale il Territorio Peligno sia riconosciuto come una delle 7 AREE URBANE FUNZIONALI (FUA).

In uno studio del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” coordinato dal Prof. Roberto Mascarucci sono state individuate 7 Aree Urbane Funzionali: Pescara-Chieti, Teramo, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto.

Il grande merito dello studio del Dipartimento di Architettura è quello di dimostrare in maniera inoppugnabile che la ripartizione ottimale del territorio abruzzese è proprio quella delle 7 Aree. Lo studio è stato realizzato in 3 volumi rispettivamente di 134, di 161 e di 138 pagine

La scelta della Regione di individuare le 7 Aree Urbane Funzionali e tra queste il Territorio Peligno dovrebbe comportare per quest’ultimo:

  • di tornare ad avere un’ adeguata presenza di servizi pubblici, presenza di servizi che contribuirà ad aumentare il benessere dei residenti, a garantire il permanere della popolazionee ad incrementare l’attrattività dei territori;
  • di ottener un’appropriata assegnazione di risorse.

Sia un’adeguata presenza di servizi pubblici che un’appropriata assegnazione di risorse

costituiscono comunque la pre-condizione per l’innesco di processi di sviluppo in quanto contribuiranno a far diventare:

  • IL TERRITORIO ATTRATTIVO PER LE IMPRESE E LE PERSONE
  • IL SISTEMA PRODUTTIVO PIÙ COMPETITIVO

MOBILITAZIONE GENERALE ALL’INSEGNA DI UNITÀ E DETERMINAZIONE

L’unica strada percorribile per affrontare le problematiche del Territorio Peligno è la mobilitazione generale pensando che di fronte alla gravissima crisi nella quale esso versa, ormai da decenni, c’e bisogno di unità e determinazione da parte di tutti (forze politiche, culturali, sindacali, degli imprenditori, dei professionisti, degli studenti, dei disoccupati ….).

Aldo Ronci

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.