Economia

Caserme Polizia Penitenziaria carcere l’Aquila: per la Uil è una “sconfitta del diritto!!”

L’Aquila, 2 luglio– “Sulla questione della caserma agenti del carcere di L’Aquila temevamo uno “sgambetto” da parte dell’Amministrazione penitenziaria. Purtroppo esso è  puntualmente arrivato. Con sgomento, infatti, la Uil ha appreso della vergognosa  politica di “sfratto” che la Direzione del carcere dell’Aquila ha praticamente adottato nei confronti del “suo” personale di polizia penitenziaria. Quello al quale ho assistito ieri, nel momento in cui  mi è pervenuta la nota indirizzata a tutta la polizia penitenziaria del quadro permanente ad esclusione, quindi,  di quello facente capo al GOM (Gruppo Operativo Mobile) e vertente sulla nuova politica di assegnazione degli alloggi all’interno del contesto carcerario, è stato il peggiore atto amministrativo che abbia mai potuto verificare nella storia sindacale che mi riguarda”. Ad affermarlo  è Mauro Nardella Segretario Generale Territoriale  UIL PA Polizia Penitenziaria e componente della Segreteria confederale-

“La nota che ovviamente rimandiamo al mittente, accompagnandola con la pronta attivazione dello stato di agitazione di tutto il personale, butta fango addosso a chi, con spirito di sacrificio ed innata abnegazione ha offerto e tuttora lo fa “sangue” pur di non far mancare il proprio contributo alla causa di un carcere tra i più pericolosi d’Italia ed al cui interno, lo ricordiamo, sono ristretti circa 170 detenuti di cui al regime speciale del 41 bis. Quel personale – spiega ancora Nardella-  che finanche dalla non vicina Puglia assicura il proprio contributo, addirittura accettando di non trasferirsi nella propria terra pur di consentire che un siffatto penitenziario potesse far leva sulla esperienza maturata in tantissimi anni di applicazione, si vede praticamente chiudere la porta in faccia.

Cosa ancor più grave è che questa azione parte da un’Amministrazione che bene invece avrebbe fatto a “coccolarseli” i suoi uomini piuttosto che mandarli, attivando la convenzione C.A.S.E. col Comune dell’Aquila (che a questo punto paradossalmente conviene ai poliziotti sloggiati in mancanza di sufficienti alloggi collettivi), fuori il perimetro carcerario privandosi, conseguentemente, del loro pronto intervento nel qual caso in un istituto di tale portata ci fosse stato bisogno del loro contributo”. Dopo aver rilevato che attorno a questa vicenda si è registrato finora l’assenza totale della politica e dopo aver rappresentato che nel “frattempo è arrivata ai massimi livelli la rabbia dei poliziotti defraudati del loro diritto a vivere facendo perno sulle direttive emanate dalla legge di riforma 395/90” ha annunciato che  “allo stato di agitazione seguiranno ben altre e più incisive manifestazioni di protesta non ultimo lo sciopero della fame proprio dell’astensione alla Mensa di servizio”. (h. 13,00)

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