Venerdi, 10 novembre 2017

Casa Italia: D’Alfonso, servono dossier tecnici e documentali


2017/11/02 19:550 comments

 Pescara, 2 novembre– Dopo Sulmona, entrata a pieno titolo nel progetto di prevenzione dei rischi sismici e di messa in sicurezza degli immobili messo in campo da Palazzo Chigi e denominato “Casa Italia”, altre tre città abruzzesi, Lanciano, Atri e Penne, sono candidate a farne parte sia per la loro valenza storica che alla luce di una riconosciuta fragilità dell’edificato pubblico e privato. Lo ha confermato, questo pomeriggio, a Pescara, in Regione, il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, nel corso di una riunione alla quale ha preso parte, tra gli altri, Roberto Giovanni Marino, capo dipartimento del progetto “Casa Italia” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. All’incontro hanno preso parte anche i sindaci dei Comuni di Sulmona, Atri, Lanciano e Penne, l’assessore alla Programmazione economica, Silvio Paolucci, il sottosegretario con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, i consiglieri regionali, Luciano Monticelli e Alberto Balducci ed il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco oltre a dirigenti e tecnici regionali.

“Quello messo in campo dal governo è un programma pluriennale e normativo basato su dati oggettivi – ha detto il presidente D’Alfonso – che ha l’ambizione di fare prevenzione evitando di fare dopo, quello che, nella malaugurata ipotesi di fenomeni sismici o di altre calamità naturali, verrebbe a costare almeno dodici volte di più considerando sia eventuali interventi emergenziali che quelli deputati alla ricostruzione. Occorre, però, – ha sottolineato – che queste ulteriori amministrazioni comunali individuate si attrezzino al meglio, come ha fatto quella di Sulmona, al fine di costruire dossier tecnici e documentali in grado di sorreggere le loro aspettative di ingresso nel progetto Casa Italia”.

Il presidente D’Alfonso, inoltre, ha invitato i sindaci di Lanciano, Atri e Penne a studiare il modello Sulmona. Nella città peligna, infatti, un nutrito gruppo di professionisti esperti in varie discipline ha affiancato l’amministrazione comunale nella redazione di un progetto che punta alla messa in sicurezza del patrimonio abitativo cittadino. “Casa Italia – ha spiegato D’Alfonso – non è solo una copertura finanziaria ma un insieme di risorse normative, progettuali, culturali e finanziarie che il territorio e le Istituzioni locali dovranno supportare con dossier inappuntabili. Bisogna, però, crederci fin da subito e lavorarci. La Regione farà la sua parte anche in questa vicenda – ha concluso – e, personalmente, mi spenderò per supportare queste istanze a livello politico”.  D’Alfonso, infine, ha rivelato che, alla luce delle peculiarità dell’abitato di Guardiagrele, potrebbero crearsi le condizioni per un approfondimento, rispetto al progetto Casa Italia, anche per la cittadina guardiese.  (h.19,30)

 

 

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