Venerdi, 10 novembre 2017

Carceri abruzzesi al collasso


2017/11/08 15:320 comments

Sulmona, 8 novembre– Le aggressioni alla Polizia Penitenziaria negli Istituti di Pescara e Sulmona, ultime di una lunga serie, la carenza di personale dovuta alla mancata attuazione del turn-over, l’elevata anzianità di servizio e la conseguente età anagrafica avanzata del personale, l’automazione di porte e cancelli inefficienti e i mezzi di trasporto fatiscenti sono solo la punta dell’iceberg dello stato di degrado, al limite del collasso, in cui versano  le carceri Abruzzesi.

Per comprendere la gravità della carenza di organico basti pensare che nella sola Casa Circondariale di Teramo, a fronte di una pianta organica di Pol.Pen. di 215 unità vi sono solo 149 unità operanti, per controllare e gestire una popolazione carceraria di circa 355 unità. In tutta la regione vi è una carenza di Polizia Penitenziaria di n. 266 unità con circa 1000 poliziotti per oltre 2000 ristretti. Ad aggravare questo stato di cose c’è l’ulteriore taglio dell’organico, annunciato dal Provveditore interregionale di Abruzzo-Lazio-Molise. Lo scrive oggi Giuseppe Vincenzo Giancola Segretario regionale Uil Pa Polizia penitenziaria.

 “Inoltre- precisa Giancola- non va sottovalutato il particolare regime di sorveglianza della maggior parte degli Istituti, dalla Casa Circondariale di massima sicurezza di L’Aquila con i suoi 41bis, alla Casa Reclusione di Sulmona che, a pieno regime, ospiterà circa 700 detenuti AS1 e AS3 (per semplificazione per i non addetti ai lavori, sono quei detenuti appartenenti alle “mafie” al limite del 41bis o provenienti dal 41bis), alle Case Circondariali di Lanciano, Teramo e Pescara con la promiscuità di detenuti ristretti, categorie AS, Z, Collaboratori, Protetti e Psichiatrici.  

Questa premessa per far comprendere la complessità del problema. E’ riduttivo distribuire il personale di Polizia Penitenziaria sulla base di una semplice proporzione, presenza detenuti/ poliziotti, poiché va considerato che ogni Istituto Penitenziario è un mondo a sé stante, con le proprie esigenze organizzative e gestionali. Ad esempio: la Casa Circondariale di Lanciano manifesta una spiccata promiscuità di circuiti detentivi, pertanto necessita di particolari attenzioni custodiali. Questa disomogeneità dei circuiti non consente una gestione uniforme.

La Uil Pa Polizia Penitenziaria Abruzzo ritiene necessario prendere atto delle reali esigenze degli Istituti di Pena, degli organici locali, degli effettivi posti di servizio per la sicurezza, occorre una rivisitazione delle piante organiche seria. Questo obiettivo si può raggiungere solo attraverso la costituzione di una commissione composta da membri dell’Amministrazione Penitenziaria e da rappresentanti sindacali regionali che si rechi presso tutti gli Istituti e valuti scrupolosamente, posto per posto, le esigenze di servizio reali, affinché si possa infine istituire un tavolo tecnico regionale ove discutere e confrontarsi sui risultati”   ( h. 15,15)

 

 

 

 

 

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