Venerdi, 29 settembre 2017

Bretella ferroviaria: Di Giandomenico (Italica), perché a pagare è sempre Sulmona?


2017/09/26 09:161 comment

 

S’infiamma il dibattito sulla vicenda della bretella ferroviaria sulla tratta Pescara-L’Aquila che penalizzerebbe lo scalo cittadino che resta ancora uno dei più importanti della  regione

 

Sulmona, 26 settembre– “Non possono bastare le parole dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, a rasserenare gli animi con la promessa di una fermata, anche in valle Peligna, per fruire della tratta ferroviaria veloce Pescara-L’AquilaAlberto di Giandomenico, coordinatore del Movimento Italica Valle Peligna, interviene sulla spinosa questione della bretella ferroviaria che viene costruita in questi giorni e sta accendendo gli animi dei sulmonesi, spaventati dal possibile isolamento che ne deriverebbe –

Senza certezza di una fermata sarà la fine del comprensorio Peligno proprio dalla realizzazione di un progetto che, paradosso, è di potenziamento della rete ferroviaria della regione, ma penalizza ancora Sulmona come qualsiasi altra iniziativa progettuale messa in campo e sostenuta, in questi anni, dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso”. Memore della bretella Toto progettata per le autostrade abruzzesi A24 e A25, Di Giandomenico non dimentica che ai vertici della Regione erano d’accordo nel declassare i viadotti Peligni per risparmiare pochi minuti di viaggio tagliando fuori la valle. “I propositi che accompagnano la bretella ferroviaria non sembrano diversi per Sulmona e ne mettono a rischio la sopravvivenza perché la si taglia fuori dai collegamenti ferroviari veloci.

 Non dobbiamo mai dimenticare che il nostro è il secondo scalo ferroviario della regione, già penalizzato dalla perdita del presidio di Polizia ferroviaria e soprattutto dalla chiusura della linea Sulmona-Castel di Sangro per il trasporto ordinario viaggiatori, terminato ormai da 6 anni. I treni turistici Sulmona-Carpinone non possono bastare per risollevare le sorti di questo territorio né la legge, in vigore dal 7 settembre, sull’istituzione delle ferrovie turistiche. Visti i chiari di luna, non rassicura nemmeno lo schema di Protocollo d’intesa tra la Regione e Ferrovie dello Stato italiane per definire modalità operative da attuare in contesti emergenziali.

Dal deposito della stazione ferroviaria di Sulmona partono, da sempre, i convogli e le risorse umane per fronteggiare eventuali guasti e criticità su tutte le line e le tratte ferroviarie del Centro Italia e non vorremmo che anche questa certezza venisse meno per la valle Peligna figliastra di una Regione sempre più tesa verso le città capoluogo. Le emergenze ferroviarie per le quali può essere necessaria la collaborazione della Protezione Civile regionale non saranno di certo gestite a Sulmona considerando che resta chiuso nel cassetto il progetto di riconversione del deposito militare di colle San Cosimo in Polo logistico regionale della protezione civile. E L’Aquila inoltre scopiazza l’idea, sottraendo anche questa possibilità al nostro comprensorio.

Con lo scalo ferroviario il nostro comprensorio potrebbe richiamare investimenti e imprese se si investirà sull’ammodernamento del braccio ferroviario, inutilizzato, che, in pochi minuti, consente di collegare i treni merci dalla stazione all’ex nucleo industriale ridotto ormai ad un cumulo di ceneri. Occorre investire anche su questa dotazione, rivedere il progetto del collegamento diretto Pescara l’Aquila, inserendo una fermata anche nel capoluogo Peligno, riportare la Polfer in stazione e riconsiderare lo scalo ferroviari per le prossime emergenze. Se l’obiettivo è davvero prioritario allora l’impegno di chiedere una fermata ferroviaria a Sulmona, per la tratta veloce Pescara – L’Aquila, deve tradursi in realtà, in brevissimo tempo- conclude Di Giandomenico

 

 

 

1 Comment

  • Alessandro Antonelli

    La bretella è necessaria. Senza di essa i treni da L’Aquila a Pescara sarebbero costretti a un’inversione di marcia. Gli abitanti di Sulmona, purtroppo, pagano le conseguenze dell’errore commesso nel 1888, quando la stazione della città venne demolita e ricostruita in una posizione che impone l’inversione di marcia per i treni da L’Aquila a Pescara (tale inversione di marcia non era necessaria prima del 1888, quando Sulmona era una stazione “passante” sul percorso della linea Terni-Pescara).

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