Venerdi, 10 novembre 2017

Attualità di Giuseppe Bolino


2016/11/18 10:001 comment

bolino_1 Sulmona,18 novembre- Il 18 Novembre 1984, moriva prematuramente in Sulmona, sua città natale, Giuseppe Bolino, intellettuale cattolico, studioso poliedrico, politico energico ed illuminato. A 32 anni di distanza la sua figura è ancora nitida, la sua lezione continua a restare  un riferimento sicuro per quelli della mia generazione e  stimola ancora profonde riflessioni.

In questi anni, attraverso tantissime attività, con il Centro Studi regionali intitolato alla  sua memoria,   ci siamo sforzati  di non disperdere quel patrimonio d’insegnamento e ci siamo spesso occupati della sua attività di studioso che spaziava  dalla ricerca sociologica all’attenzione ai problemi del Mezzogiorno e specificamente  della situazione abruzzese ma anche del suo amore  per alcuni scrittori, come i saggi su D’Annunzio, i suoi saggi e la sua amicizia  con Mario Pomilio, il suo impegno all’interno della Deputazione di Storia Patria.

Ma a lui si deve soprattutto quel recupero di attenzione  attorno alla figura del filosofo giurista Giuseppe Capograssi, altro sulmonese illustre.  Bolino è stato anche l’amministratore pubblico rigoroso e attento e soprattutto l’uomo delle Istituzioni. Secondo quando  scrive Edoardo Tiboni nella presentazione del volume ‘Cultura e politica in Giuseppe Bolino’ (anno 1994) ‘’.. nella mia lunga esperienza di osservatore della vita politica abruzzese la figura di Giuseppe Bolino non trova riscontri’’.  E’ vero che la  malinconica stagione della vita politica  che stiamo attraversando vieta  qualsiasi paragone però non è possibile sottacere lo straordinario impegno svolto all’interno dell’Assemblea  regionale nei diversi ruoli ai quali è stato chiamato: da Consigliere regionale attento, propositivo, critico, coerente  a quello di Assessore alla Sanità prima e successivamente al lavoro fino ad arrivare, primo sulmonese  nella storia del regionalismo abruzzese, al prestigioso seggio di Presidente dell’Assemblea regionale imponendo sempre la qualità della proposta (politica e legislativa), la puntualità, la partecipazione, l’interesse generale della comunità amministrata.

A lui si deve il progetto di legge, qualche mese prima della sua scomparsa, per la realizzazione della nuova ala dell’Ospedale Civile di Sulmona che ha rappresentato nel tempo  la più massiccia  forma  di intervento decisa dall’Assemblea  regionale, con apposita legge, in favore di questo territorio. Di grande  spessore alcuni  suoi  scritti e interventi  pubblici  in Consiglio regionale molti dei quali   ancora  di grandissima  attualità. Altri ancora  attorno a problemi  che a distanza  di tempo sono  rimasti irrisolti.

Nel 1973 lui che era alla guida dell’ Assessore  alla Sanità si trovò a fronteggiare i casi  di colera in Abruzzo e le Regioni  che, appena  dodici mesi  prima si erano viste assegnate  le deleghe in materia e di sanità e tutela della salute pubblica, erano ancora impreparate. Lui elaborò ed  illustrò in Aula il documento ‘L’ipotesi  sanitaria’  che divenne poi testo guida  per  tante altre  regioni italiane. E che  dire  dei suoi scritti  sulla  crisi ospedaliera e le possibilità per risolverla; della ‘Sanità al bivio’,  sulle ‘Incognite del piano sanitario’ della ‘salute come diritto’,  dell’ircocervo sanitario oppure su come programmare la Sanità’ 

In Consiglio regionale Bolino si  distinse  anche  per  i alcuni altri interventi   come la commemorazione  di Aldo Moro; Giuseppe Spataro e i cattolici italiani, i valori della resistenza, il ricordo  di Pietro Nenni e Piersanti Mattarella. E poi i suoi interventi sulla necessità  di ‘Rifondare la Regione’ , il suo impegno  sulla formazione  del primo statuto  regionale (un suo volume pubblicato  nella collana di studi regionali)   ma anche  sulla necessità  di introdurre alcuni correttivi  per migliorarlo anche se per eliminare  talune  anomalie l’Assemblea regionale ha poi impiegato quasi trent’anni. E ancora  Capograssi attorno al quale oltre agli scrittiti  su ‘Lettere a Giulia’, l’amore in Capograssi ed il trasalimento in Capograssi,  Bolino  elaborò uno studio   sul ‘regionalismo  di Capogeassi’  che ha accompagnato il cammino di studiosi e cultori per tanti anni. Ma  lui in Consiglio  regionale impose soprattutto con uno stile  diverso il prestigio e l’autorevolezza  della Istituzione  come  luogo più alto della democrazia partecipata. E come non ricordare la sua proficua attività legislativa non solo in materia sanitaria ma anche in quella delle politiche attive del lavoro. A lui si deve l’organizzazione a Sulmona del Convegno nazionale sulle plitiche giovanili con il Ministro Tina Anselmi (Pal. Annnziata) per presentare la legge regionale, l’Abruzzo fu la prima Regione in Italia, a varare la legge 285 che in Abruzzo determinò occupazione per oltre mille giovani.

Peppino se n’è andato troppo presto quando la sua città e la Regione avevano ancora bisogno della sua guida. Molta gente non lo amava perché lui era brutalmente sincero, non sapeva  ingannare. Ma quel suo carattere rigoroso nascondeva in fondo una innata timidezza, una signorlità  che lo rendeva con gli amici  brillante e umanamente  simpatico. A gennaio pensiamo di organizzare un evento culturale per riflettere attorno a quella politica  che non c’è più e che  con il passare  degli anni ci manca e si avverte come un vuoto pauroso.

 Giovanni Ruscitti *

*(Presidente Centro Studi ‘G.Bolino’)

1 Comment

  • musichiere

    bene,benissimo riflettere nel ricordare il Sig.G. Bolino,il suo impegno,l’ideologia,i principi,i valori ed anche il credo religioso, erano i riferimenti per le scelte politiche,il coraggio di fare,l’obbligo , il dovere per il mandato ricevuto,
    indicare le vie di uscita,risolvere problemi,dare risposte alle aspettative,alle ansie,alle speranze,nel rispetto della Cosa pubblica,morale,rigore nella previsione sempre per il bene e benessere del Territorio e dei suoi Cittadini…poi sono arrivati i mariuoli,sappiamo come e’ finita,oggi ci sono gli annunciatori,i politici dello spot pubblicitario,del ritorno
    personale,della visibilita’televisiva,del passaggio sulla carta stampata,delle chiacchiere senza fine,scopi,obbiettivi,oggi i politici pensano all’ immediato…piani progetti,obbietivi veri,realizzabili,indicare le strade da percorrere,insieme per un futuro migliore,ridare la speranza,la visione della prospettiva,la certezza del pronosticare,ecc,ecc capacita’che appartengono ai leader,ai politici che credono alla missione
    per le deleghe ricevute,nel rispetto del principio e dovere del ” al servizio del Paese e dei suoi Cittadini ” ovvio erano i politici seri,veri,con ideologie,valori,principi,moralita’,
    rigore,legalita’,capacita’ di scelte in visione del futuro,ecc,ecc,il Sig. Bolino si e’ distinto,purtoppo oggi non esistono piu’,un grazie e’ doveroso.
    Pace e Bene.

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