Politica

Anna Maria Casini, il sindaco che sogna nuove speranze per la città

 Sulmona, 28 ottobre -Annamaria Casini, laureata in Economia e Commercio, è alla guida della città di Sulmona da giugno 2016, quando vinse con il 63 % dei voti sull’altro candidato Bruno Di Masci. Fino allora non aveva avuto esperienza politica ma aveva ricoperto l’incarico di Presidente e responsabile amministrativo della Cooperativa Sociale Horizon Service, un’organizzazione che eroga servizi sociali, sanitari ed educativi nel territorio.
La Casini ha fatto il punto sulle difficoltà e le vittorie incontrate durante il suo mandato. Il primo cittadino di Sulmona si definisce “ in corsa “ e dice di voler “trovare il modo giusto perché quest’ azione così complessa venga sostenuta dalla città“.

Due anni fa la città di Sulmona eleggeva per la prima volta della sua storia una donna sindaco. Al di là degli aspetti politici chi è Anna Maria Casini oggi? (donna,mamma,moglie)
Mi sveglio molto presto per assicurare che la mia famiglia possa partire con un minimo sostegno da parte mia, dopo di che inizio a lavorare per la mia città. Mille impegni: appuntamenti programmati, come incontri politici e amministrativi, le mie giornate terminano in tardissima serata e sono intervallate da incontri sporadici con la mia famiglia. Sono fortunata perché ho un’ottima rete familiare. Quello di Sindaco è un impegno totalizzante ma credo molto nella famiglia: sono felicemente spostata da 16 anni e ho due ragazzi e un marito che stanno sostenendo il mio percorso politico anche se sta togliendo a loro tanto.

Per quanto riguarda la sua attività di Sindaco quali sono le attualità che la tengono impegnata?

Stiamo andando avanti su più fronti.  Per quanto riguarda il Masterplan e quindi quei fondi destinati agli interventi di recupero e valorizzazione turistica, è stato firmato un accordo tra Comune di Sulmona, Regione e Mibact per far si che il progetto che ne verrà fuori sia quello che porterà l’Abbazia Celestiniana a diventare il cuore d’Abruzzo di un progetto turistico a servizio del sistema della cultura, valorizzando tutta l’area pedemontana. Un’opportunità per creare un’apertura al territorio in termine di associazioni di enti e comuni che potranno contribuire alla definizione della strategia.

Sulla questione delle opere Snam a gennaio ci sarà la discussione presso il TAR. Siamo d’accordo con l’Arta per la parte del monitoraggio dell’area, con l’Ingv per la parte del monitoraggio sismico. Dal punto di vista politico sono in attesa di avere un incontro con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Sergio Costa. Noi continueremo fino alla fine ad essere contrari alla realizzazione dell’opera perché siamo fermamente convinti che quest’intervento non è compatibile con l’area individuata nel nostro territorio.

Cosa ci dice della questione del servizio sanitario a Sulmona?

L’ospedale sarà trasferito nella struttura nuova, ma in realtà sarà trasferito solo quello che resta del nostro comparto locale. Ho chiesto, per la seconda volta, all’Assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, di comunicarci notizie riguardo l’ impegno da lui preso nel tutelare il presidio ospedaliero della città.

A questo riguardo, due sono le strade che potevano essere percorse: una riguardava un iter legislativo di modifica del Decreto Legge Lorenzin, l’altro aspetto era legato alla rivisitazione dei parametri locali in una logica di riorganizzazione di riassetto territoriale, che prevedeva ulteriori deroghe. Una delle possibili strade per far ottenere la classificazione di primo livello, invece dell’attuale livello base, era quella di creare un pronto soccorso unico a Sulmona che servisse tutto il territorio. Questo è comunque un iter che sta nelle mani dei governi regionali, non nelle mani del Sindaco della città. Noi ci stiamo occupando già da due anni della gestione del nostro ospedale che sulla carta ha 165 posti letto. Non possiamo rischiare che il non efficiente funzionamento della struttura possa ridurre l’occupazione dei posti letto. Purtroppo oggi siamo nella situazione in cui mancano dei primari che gestiscono i reparti.

Qual è la sua posizione sulla questione della chiusura del punto nascite?

Farò sentire la mia voce perché non potremo rimanere in silenzio di fronte a questo ennesimo schiaffo. La politica, infatti, deve poter avere l’ultima parola. Chiedo pertanto ai parlamentari del territorio, in particolare quelli di maggioranza di governo, di prendere una posizione chiara e di attivarsi tempestivamente presso le sedi opportune per impedire la chiusura del nostro punto nascita.

Prima di diventare sindaco si è occupata di progettazione in ambito di tematiche sociali, servizi pubblici e imprese. Come sta utilizzando queste competenze nel suo incarico attuale?

Stiamo mettendo su l’Ufficio Unico di Progettazione Europea perché abbiamo vinto il finanziamento per l’Empowerment delle istituzioni locali, che permette agli enti territoriali di accedere ai fondi destinati allo sviluppo di progetti volti a far crescere l’economia dell’area. Quello di Sulmona sarà l’Ufficio Unico del territorio. Il piano, che durerà due anni, prevede un programma di lavoro con affiancamento nella realizzazione di progetti.

Che idea si è fatta dopo questa prima esperienza del rapporto tra donna e politica?
Sono molto onorata di essere la prima donna sindaco di Sulmona ma credo che il saper lavorare non è una questione di genere. Io ho sempre cercato di ricreare il clima giusto per mettere in luce le qualità di tutti a prescindere dal genere. Non mi piace che si enfatizzano questi aspetti. Noi siamo donne, siamo politici, professioniste, e vogliamo essere misurate e coinvolte per quello che siamo, sui fatti al pari di tutti quanti. Non ho mai cercato attenuanti nel fatto di essere donna.

Cosa l’ha colpita maggiormente in questa esperienza e cosa le ha procurato amarezza?
Non è un momento facilissimo per gestire il governo di una città. Ma questo è un problema che hanno tutti i sindaci, l’attività amministrativa è lastricata di difficoltà. Difficoltà legate al ruolo che abbiamo e che cerchiamo di affrontare al meglio delle nostre possibilità.

Eppure ci sono stati momenti di grande rilievo Istituzionale come l’incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella o con l’ex Presidente del Consiglio Gentiloni. Cosa ha provato in quelle occasioni?

Sono stati importanti per me e per la città. Perché io non dimentico mai che non è Annamaria Casini persona che incontra queste istituzioni, l’opportunità d’incontro è un grande onore che è fatto alla città. Il mio impegno è stato di rappresentare al meglio Sulmona, in modo che i miei concittadini potessero essere fieri per essere rappresentati nel modo più istituzionale possibile.

In questi ultimi mesi si è dimessa due volte, una prima, per impedire la realizzazione del metanodotto Snam nel territorio; la seconda volta per una crisi della maggioranza. Si è trattato di due scelte che hanno portato dei risultati?

Le dimissioni sono l’unico strumento per fare pressione nel proprio ambiente. Come me, l’hanno utilizzato in tanti, per cercare di ridare una direzione a qualcosa che in quel momento non l’aveva più.Il primo è stato un momento molto importante: una città attraverso di me ha voluto esprimere una grave preoccupazione, quella che è sorta nel dicembre 2017, in seguito alla decisione del PD, governo allora uscente, di approvare la realizzazione della centrale di compressione. Credo che abbia sortito degli effetti perché ancora oggi portiamo avanti una battaglia. Credo che questa dimissione abbia consentito di dare una forte visibilità a questo problema, cosa che prima non c’era mai stata.  L’altra dimissione è stato un momento per scuotere un progetto politico amministrativo che aveva delle grandi difficoltà.

Si sono risolti, con le sue dimissioni, i problemi della maggioranza?
Io credo che questa città abbia bisogno di portare a termine un mandato per ricondurre la città alla normalità. Credo che sia molto grave minare la prosecuzione di un progetto amministrativo. Io oggi ho tante difficoltà nel portare avanti un piano di governo perché per 15 anni Sulmona non ha avuto un governo stabile. Ogni percorso amministrativo è stato interrotto e con esso i progetti intrapresi. S’immagini cosa può significare l’interruzione di uno di questi percorsi che abbiamo intrapreso quando ritorna un commissario e poi c’è un nuova amministrazione che deve ricominciare da capo. Oggi l’impegno che va posto è di cercare delle forme d’interazione tra le varie parti di una maggioranza civica che è avulsa dalle logiche di partito.

La sua è un’Amministrazione comunale composta anche da giovani consiglieri, alcuni alla prima esperienza politica. Che cosa hanno offerto e in cosa sono venuti meno nel loro impegno?
Questa è un’amministrazione giovane, io stesso sono alla prima esperienza. Giovani che hanno avuto tanti voti e che insieme a me si stanno impegnando per dare ai cittadini le risposte che si aspettano. Io credo che il futuro sia dei giovani. Questa è una città che non ha mai saputo puntare sui giovani, non ha saputo preparare una nuova classe dirigente. Oggi ci stiamo provando.

Quali sono stati gli errori che lei ammette di aver fatto e che se tornasse indietro affronterebbe in modo diverso?

In questo momento non riesco a trovare il tempo per fare un’analisi retrospettiva, la farò alla fine perché oggi siamo in corsa e stiamo cercando di trovare soluzioni. I bilanci li vorrei fare alla fine. La grande sfida è riuscire a trovare il modo giusto perché questa nostra azione sia sostenuta anche dalla città.

Per quanto riguarda la decisione di abbattere i due alberi di Piazza del Carmine: a partire da quali problematiche reali è nata la necessita di riqualificare quell’area di piazza del Carmine?
Questa è stata scelta tecnico-amministrativo, c’era bisogno di una riqualifica in quella zona. Un’amministrazione ha anche delle responsabilità di pubblica incolumità oltre che di valorizzazione.

E’ vero che sarà candidata alla Regione la prossima primavera?
No, credo che siano già scaduti i termini. Io non mi sono dimessa per la terza volta per candidarmi come hanno fatto altri.

Manuela Susi

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