Martedi, 18 settembre 2018

Andiamo a ricominciare


2018/03/21 10:190 comments

Sulmona, 21 marzo- Sicuramente la seduta  di ieri sera  del Consiglio comunale  di Sulmona un paio di risultati è riuscita a centrarli. Dopo di due anni  del nuovo corso che era stato inaugurato a Palazzo San Francesco con grandi entusiasmi, fuochi pirotecnici e tante aspettative ieri ha certificato il fallimento di un’esperienza che per la città ha prodotto più danni che risultati.

 Appassionato, quasi disperato, l’appello del sindaco a sollecitare collaborazione e  lavorare insieme per affrontare le emergenze che pesano sulla città mentre alcuni consiglieri, anche della sua maggioranza entravano ed uscivano dall’aula (gesto poco rispettoso  nei confronti del primo cittadino). Però anche questo tentativo apprezzabile anche se andava lanciato in autunno si è infranto in alcuni passaggi successivi come la difesa ad oltranza del civismo sulmonese non rendendosi conto che attorno alla città il mondo politico è cambiato, i partiti sono tornati protagonisti e ora ovunque, figuriamoci a Sulmona, un’esperienza civica senza idee, programmi e risultati rasenta il ridicolo. Il secondo aspetto il vizio di molti politici e amministratori  di scaricare gli insuccessi maturati sul passato, magari di dieci, venti anni fa,  dimenticando che  allora  la città era un riferimento preciso e godeva prestigio in Abruzzo.

 Oggi la città non conta più nulla ed è stata ripetutamente mortificata dalla politica regionale su scelte e decisioni importanti (poli di attrazione, aree di crisi, riordino della rete ospedaliera, cultura, mobilità, bretella ferroviaria ecc. ecc.)  che ha trovato un’Amministrazione comunale spesso consenziente (come il declassamento dell’Ospedale con due votazioni clamorose del Consiglio) oppure  silenziosa o indifferente  per non disturbare chi quelle scelte stava attuando (la carenza di risorse dei fondi Masterplan ad esempio). E per favore nessuno si appropri della vicenda di Casa Italia il cui merito va ascritto al  governo Gentiloni e ai rapporti con il Pd abruzzese e locale.  

E che dire dei  risultati non colti dalla stessa amministrazione comunale come la riorganizzazione della macchina amministrativa, la storia dei contributi per la sicurezza sismica, il valzer degli assessori (sono stati cambiati più Assessori a Sulmona in quindici mesi che al Comune di Milano o Torino)? E così dopo mesi di chiacchiere, dimissioni, verifiche contro verifiche, accordi, smentite  e  tante conferenze stampa per apparire, parlare e non dire nulla il Consiglio comunale ieri sera ha dovuto prendere atto che  in queste condizioni non è più possibile andare avanti.

 Ed ora che fare? Certo con questa situazione deteriorata le strade da seguire sono sicuramente due: o gettare la spugna e tornare al voto in autunno insieme alle regionali oppure occorre puntare alla costruzione di un nuovo governo cittadino, un Casini/2,  magari di salute pubblica per puntare alla soluzione di pochi e certi obiettivi.

Per la verità questa idea fu lanciata dall’attuale capogruppo  Pd Antonio Di Rienzo già nel mese di maggio scorso. L’idea non era male ma fu bocciata per presunzione e arroganza  dai manovratori del Palazzo. Diceva Di Renzo  Sulmona  si trova in ginocchio costruiamo un patto di solidarietà fra le formazioni civiche e partiti disposti a lavorare insieme anche su posizioni diverse  per un periodo ben determinato (sei mesi o un anno) e  dare una mano a questa città a rimettersi in moto. Se il Consiglio comunale fissa obiettivi (pochi) e priorità insieme è possibile scegliere le migliori risorse ed energie per realizzare questo programma e per camminare. L’idea ha la sua validità  ancora oggi. Tra l’altro aiuterebbe a svelenire un clima politico divenuto insopportabile e soprattutto aiuterebbe a gettare le basi per ricostruire un percorso di buona politica che sicuramente farà bene alla città. Ma per fare questo ci vuole tanta buona volontà, molta umiltà e tanta passione  da mettere in campo. E chissà che proprio da qui non si possa ricominciare davvero a Sulmona. Chissà. Buona giornata a tutti. (h. 10,00)

Asterix

Leave a Reply


Trackbacks