Giovedi, 22 novembre 2018

Andiamo a… ricominciare


2018/11/04 09:570 comments

Sulmona, 4 novembreQuesta notte rientrando in città  lungo la variante  a quattro corsie attaccato  a un pilone del cavalcavia compariva un  manifesto con la scritta ben vistosa  “Non ne possiamo più”. L’ora tarda e la poca voglia di verificare non mi hanno spinto a curiosare un po’ di più per verificare se  si trattava dello scherzo goliardico di qualche bontempone  o   l’amaro sfogo di qualche cittadino che voleva fotografare in maniera sbrigativa la condizione in cui versa la città ed il territorio di questi tempi.

 Decine di problemi che si accavallano con il passare dei giorni, una classe politica incapace, un Consiglio comunale fantasma, una città allo sbando su tutto. Guardate la storia delle mense scolastiche che stentano ancora a ripartire dopo due mesi dalla riapertura delle scuole, la storia del Liceo Ovidio ancora con le ferite aperte dal sisma del 2009, la vicenda del punto nascite che il Governo vuole chiudere. E poi ancora  la storia del metanodotto Snam, la condizione igieninco sanitaria della città invasa da cani  sporcaccioni e proprietari  che non hanno  rispetto alcuno del bene comune.

E poi la cultura (che confusione !!), la storia delle palestre chiuse, della viabilità interna  disordinata. Il Comune sembra non accorgersi di nulla. Problemi vecchi e nuovi che aspettano risposte. E che dire della vicenda dei tagli alle corse per Roma?  Un problema questo molto più serio di quello che è stato riferito ai cittadini e agli utenti che giornalmente per ragioni di studio e di lavoro debbono raggiungere Roma. Tagliare le  corse, soprartattto in fasce orarie sensibili, significa indebolire il servizio e significa per Sulmona non saper interpretare  adeguatamente i bisogni  di un territorio ampio  che va dall’Alto  Sangro, alla Valle del Sagittario, alla Valle Subequana. Così come spostare il terminal di partenza a Pratola significa  aumentare i disagi dei viaggiatori. E senza parlare poi della vicenda dello spostamento del termanal di arrivo della Tiburtina. Il Comune dell’Aquila ha aperto una vera e propria battaglia  con il Comune di Roma e la Regione è impegnata al suo fianco. Da  Sulmona nessun segnale nessuna iniziativa nemmeno la posizione politica di qualche consigliere di chiedere al sindaco e alla Regione “perché mai la città di Sulmona dovrebbe continuare ad ospitare e trattare i rifiuti di Roma”.

Ma Sulmona non ha oggi un Consiglio comunale  adeguato alla sua storia e alla sua migliore tradizione politica. Ha un insieme di persone senza la sufficiente esperienza di amministratore e di politico (con  qualche piccola eccezione) che recitano  un ruolo a copione, spesso irritante e senza senso,  senza una strategia mirata. In ventisei mesi  hanno trascorso più tempo a litigare che ad amministrare (fra crisi, rimpasti, dimissioni, verifiche, tavoli vari ecc.), con un sindaco  che si è dimesso due volte. Eppure  nessuno ne ha capito la ragione e nessuno ne ha chiesto spiegazioni reali.

 Ma la città non è nemmeno sufficientemente rappresentata a livello regionale o parlamentare. Da anni ci sforziamo di far capire ai nostri amministratori che occorre aprire una “vertenza per il centro Abruzzo” con la Regione e con il Governo centrale e ripartire dall’accordo di programma siglato a Roma al Ministero dello Sviluppo economico nel 2007 dove venivano dettati modi e tempi di alcuni interventi per rilanciare il ruolo di questo territorio “considerato il ventre molle – così si legge tra l’altro nel corposo documento del Ministero- dell’economia  abruzzese”. Ma  occorre ripartire anche dalle risultanze scaturite dal Consiglio regionale che dedicò alla crisi della Valle peligna una seduta straordinaria  per rimettere in moto alcune iniziative precise. Possibile che in undici anni non ci sia stato un sindaco, un Partito o un Sindacato capace di ripartire da lì dove gli altri si erano fermati?

E allora quando ogni tanto  si leggono le ambizioni (talvolta giuste talvolta sproporzionate) di coloro che sognano una candidatura alle prossime elezioni c’è da preoccuparsi e valutare attentamente. Non basta inseguire um’ambizione (magari legittima) bisogna soprattutto capire per fare cosa, con quali idee, progetti e soprattutto risorse finanziarie. Già perché ai sulmonesi non servono più giovincelli sprovveduti che prima di conoscere  come funziona una istituzione complessa come quella regionale o parlamentare impiegano una legislatura intera ma servono persone, uomini e donne, con grande esperienza, cultura istituzionale, passione civile, che possono anteporre prima di ogni cosa gli interessi della città e del territorio alle ambizioni personali e dei partiti che rappresentano. Questa città non ha  più tempo, e voglia, di ripetere gli errori del passato quando si sceglieva qualcuno “per far dispetto ad altri” calpestando le regole elementari  di quella solidarietà indispensabile per vincere insieme. Questa cultura politica in questa città non può trovare più spazio, bisogna ricominciare a.. costruire. Ma di questo riparleremo presto. Buona domenica a tutti. (h.9,00)

Asterix

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