Economia

Abruzzo, una regione  sempre piu’ povera

Il reddito medio nella nostra regione per contribuente (17.962) è molto più basso (85%) di quello nazionale (21.245).Quasi la metà dei contribuenti (49%) ha un reddito nella fascia più bassa (sotto i 15mila euro) mentre a livello nazionale tale quota è del 43%. Pescara è la provincia con il reddito medio piu’ alto; Corvara(Pe) è il paese con il reddito piu’ basso. Scoppito (Aq) è il paese con il reddito piu’ alto mentre Sulmona si colloca al 10^ posto. Lo riferisce l’ultimo studio del prof. Aldo Ronci che presenta  una fotografia destinata a far riflettere non poco la politica abruzzese

 

 

 

 Sulmona, 15 febbraio -Il reddito medio abruzzese per contribuente (17.962) è molto più basso (85%) di quello nazionale (21.245).Tale risultato si deve al fatto che i redditi più consistenti, dei dipendenti (53%), dei pensionati (32%) e degli imprenditori (7%), hanno tutti un valore medio parecchio più basso di quello medio italiano:Il reddito medio per dipendente (18.428) è stato pari al 98% di quello italiano (20.817), il reddito medio dei pensionati (15.658) ha segnato l’88% di quello nazionale (17.873) e il reddito medio degli imprenditori (13.998) ha registrato appena il 72% di quello italiano.Il reddito medio abruzzese (17.962) rappresenta soltanto il 71% di quello Lombardo (25.248).Lo rivela l’ultimo  rapporto  condotto dall’ecomista sulmonese Aldo Ronci proprio sul reddito degli abruzzesi nell’anno 2018 dalla  quale emerge una fotografia della nostra regione a tratti sconosciuta a tratti preoccupante

Quasi la metà dei contribuenti abruzzesi (49%) ha un reddito nella fascia più bassa (sotto i 15mila euro) mentre a livello nazionale tale quota è del 43% I soggetti che hanno un reddito nella fascia più alta (maggiore di 55mila) euro sono il 3%  contro il 5% italiano.

Le province Abruzzesi con il reddito  medio più elevato,  ma sempre di gran lunga inferiore a quello italiano,  sono quelle di Pescara (18.790) e L’Aquila (18.627) mentre Chieti (17.398) e Teramo (17.190) hanno un reddito medio più basso   mentre Tra i Comuni con il reddito medio più basso troviamo ultimo in  classifica Corvara (10.089), penultimo Gamberale (10.613), terzultimo Colle di Mezzo (10.871).

Tra i Comuni con il reddito medio più alto troviamo 1° in  classifica Scoppito (22.858), che si trova al primo posto grazie alla presenza nel suo territorio di un importante industria farmaceutica che garantisce stipendi alti e di conseguenza anche pensioni alte, 2° Rocca di Mezzo (22.322), Ocre (21.009), 3° Fara San Martino (20.878) e, fatto inaspettato, al 10° posto anche Sulmona (19.461).

Il reddito medio per contribuente indica in linea di massima il livello di sviluppo economico dei comuni e dei territori cui si riferiscono. Ma è sempre vero  si chiede il prof. Ronci?

Sembra proprio di no, spiega,  e a tale proposito si pone in evidenza che il Comune di Sulmona, nonostante la grave crisi demografica e socio-economica in cui versa, si trova tra le 10 città abruzzesi con il reddito medio più alto. Tale reddito medio elevato è determinato dal gran numero di pensionati (41% contro il 35% nazionale) che percepiscono pensioni molto alte (la quota di redditi da pensioni è il 40% contro il 32% nazionale).

Nel 2018 in Abruzzo i contribuenti sono stati 911.491 ed il reddito dichiarato dalle persone fisiche è stato di 16 miliardi e 372 milioni di euro con un reddito medio per contribuente di 17.962 euro pari all’85% di  quello Italiano che ammontava a 21.245 euro.

Il reddito medio per contribuente di 17.962 euro pone l’Abruzzo al 13° posto della graduatoria Nazionale. Nel 2018 in Abruzzo i contribuenti sono stati 911.491 ed il reddito dichiarato dalle persone fisiche è stato di 16 miliardi e 372 milioni di euro con un reddito medio per contribuente di 17.962 euro pari all’85% di  quello Italiano che ammontava a 21.245 euro. In Abruzzo il reddito medio per dipendente (18.428) è stato pari al 98% di quello italiano (20.817), il reddito medio dei pensionati (15.658) ha segnato l’88% di quello nazionale (17.873) e il reddito medio degli imprenditori (13.998) ha registrato appena il 72% di quello italiano.

Mentre i redditi medi abruzzesi per tipo di contribuente sono tutti di gran lunga inferiori a quelli medi italiani le quote abruzzesi di reddito per tipo di contribuente sono uguali o vicine a quelle nazionali, per i dipendenti 53% vs 53%, per i pensionati 32% vs 29% e per gli imprenditori 7% vs 8%.

Il reddito analizzato per classi vede l’Abruzzo avere la maggiore quota di contribuenti, quasi la metà (49%), nella fascia più bassa (0-15.000) mentre a livello nazionale tale quota è del 43%.  Le quote di contribuenti abruzzesi delle fasce più alte sono tutte più basse di quelle italiane.

Le province abruzzesi con il reddito  medio più elevato,  ma sempre di gran lunga inferiore a quello italiano,  sono quelle di Pescara (18.790) e L’Aquila (18.627) mentre Chieti (17.398) e Teramo (17.190) hanno un reddito medio più basso.Tra i Capoluoghi di Provincia spiccano L’Aquila (22.633) e Pescara (22.210) con un reddito medio superiore a quello italiano mentre Chieti (20.622) e Teramo (20.583) lo hanno più basso.

Tra i Comuni con il reddito medio più basso troviamo ultimo in  classifica Corvara (10.089), penultimo Gamberale (10.613) e terzultimo Colle di Mezzo (10.871). Tra i 10 Comuni non Capoluoghi con il reddito medio più alto troviamo 1° in  classifica Scoppito (22.858), che si trova al primo posto in classifica grazie alla presenza nel suo territorio di un importante industria farmaceutica che garantisce stipendi alti e di conseguenza anche pensioni alte, 2° Rocca di Mezzo (22.322), Ocre (21.009), 3° Fara San Martino (20.878) e, fatto inaspettato, al 10° posto anche Sulmona (19.461).

2 Comments

  1. Se posso inserire una considerazione personale anche in dipendenza delle mie esperienze di vita, se ho abitato per diverso tempo nei quartieri più ricchi ed esclusivi delle nazioni più ricche d’ Europa e del mondo, dove, spesso, si incontrano graziosissime signorinelle forse di poco più di vent’anni che fisse con gli occhi avanti, con ambedue le mani aggrappate al volante,zompettando , cercano di arrivare al supermercato rionale con la Lamborghini la Ferrari la Bentley o la McLaren che già tutte insieme gli ha comprato il papà.
    Il paragone già in una scatola di ceci è che a Sulmona costa 35 centesimi mentre nelle città di buon reddito del nord Europa costa un euro e cinquanta,ma, oltre ciò nei quartieri esclusivi la stessa scatola costa due euri e cinquanta almeno sono impossibilitati persone di rango inferiore della stessa città a fare la spesa nei quartieri migliori disturbando la serenità degli abitanti.
    L’ impressione che se ne ricava nel paragone, è come il basso costo dei generi alimentari ed il basso costo delle abitazioni in regione stiano a dimostrare che il reddito pro capite definito per gli Abruzzi in realtà contiene i fatturati delle grandi aziende qui stabilite, ma che non sono degli abruzzesi. Altrimementi, il reddito pro capite reale è molto più basso per singola cittadina, e che si sia generalmente poveri in una regione povera lo dimostra come il valore sociale della economia di prima necessità.

  2. Lo Smolikas nella catena del Pindo ed il monte Amaro nella catena della Maiella sono quasi della stessa altitudine. L’ Epiro è una regione aspra e montuosa come l’Abruzzo. La campagna di Grecia ,attaccando l’Epiro ,è naufragata in una guerra di posizione come nel 1915, allo stesso modo come sulla Maiella si è fermata per sei mesi la linea Gustav. In Epiro ed in Abruzzo la guerra moderna non si è potuta combattere proprio perché non si possono impiegare i nuovi e possenti mezzi meccanici . Era percio’strategicamente logico attirare l’esercito greco nell’Epiro per far passare indisturbati i tedeschi nell’altro lato pianeggiante per arrivare ad Atene con i carri armati, come lo stesso poi i tedeschi si sono ritirati dalla Gustav perché venivano aggrediti dietro in Normandia , altrimenti,con il vantaggio delle posizioni ancora resisterebbero oggi ,con buona pace di Mario Setta…In economia è lo stesso, la ricchezza media dell’Abruzzo non sarà mai troppo diversa da quella dell’Epiro se per identica asprezza e montuosità del territorio non si possono impiegare proficuamente grandi macchinari che necessitano di grandi spazi pianeggianti e che ingenerano forte moderno benessere. Con questa attuale impostazione economica che viviamo le zone di montagna sono più svantaggiate esattamente come afferma l’art. 44 della Costituzione. Punto.

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