Corriere Peligno - Notizie dal Centro Abruzzo

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Abruzzo nel mondo

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A Bolzano gli abruzzesi ricordano Corradino d'Ascanio e le sue invenzioni

A Bolzano gli abruzzesi ricordano Corradino d'Ascanio e le sue invenzioni

Bolzano,4 febbraio.-La Libera Associazione degli Abruzzesi del Trentino Alto Adige presieduta da Sergio Paolo Sciullo della Rocca, ha organizzato a Bolzano una video conferenza sulla vita dell’Ingegnere Corradino D’Ascanio di Popoli, inventore dell’elicottero e della vespa presso la Sala polifunzionale del Circolo Militare dell’Esercito. Relatore, è stato il video amatore Gabriele Antinarella originario di Popoli in provincia di Pescara, concittadino dell’Ingegnere D’Ascanio che in un video ha raccolto tutte le immagini e le testimonianze inerenti ai luoghi e agli eventi che hanno caratterizzato la vita dell’inventore abruzzese. Il presidente Sciullo della Rocca al termine della proiezione ha elogiato Antinarella per la sua zelante ricerca delle immagini e delle notizie, ringraziando inoltre il presidente del Vespa Club di Bolzano Steve Gandolfi e il veterano dei vespisti altoatesini Moreno Boscaro per la partecipazione e la collaborazione a favorire la conoscenza della singolare serata che stante l’interesse suscitato, in autunno sarà riproposta in veste accademica con alcuni ingegneri meccanici che hanno presentato come tesi di laurea universitaria le tecniche innovative dell’ingegnere abruzzese, ringraziando inoltre i soci Vittorio Ambrosiani, Idilio Ascani, Salvino D’Aurelio e Paolo Lucci per l’organizzazione del singolare incontro culturale, partecipando ai conventi anche i rapporti di studio aereonautico tra D’Ascanio con Ugo Veniero D’Annunzio figlio di Gabriele D’Annunzio in america sempre nel periodo pionieristico e della sua vita militare nel Genio aeronautico, prima ancora che venisse istituita l’attuale Arma Aeronautica, sino a meritare in vita numerosi riconosciti tra i quali la Medaglia d’Oro del Ministero dell’Aereonautica per i primati dell’elicottero a elica a passo variabile, la Medaglia d’Oro di benemerito della cultura, la Gran Croce di Cavaliere della Repubblica Italiana, e la stella al Merito del Lavoro. Ospite illustre d’eccezione, Mario Timperio già sindaco di Sant’Eufemia a Maiella cultore di D’Ascanio (h.10,20)

Asmodeo Rennes

Abruzzo nel mondo

Abruzzo nel mondo: Regione e Associazioni insieme

Abruzzo nel mondo: Regione e Associazioni insieme

Pescara 20 ottobre - Si e' conclusa a Pescara la seduta plenaria annuale del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) con un bilancio positivo: l'iscrizione di tre associazioni da tre nuovi Paesi (Uruguay, Cuba e Svezia) e la firma di un protocollo d'intesa tra Regione Abruzzo, Cram e Centro estero delle Camere di commercio Abruzzo.

Il protocollo mette in relazione i settori a maggiore vocazione di internazionalizzazione come l'agricoltura, il turismo, la cultura e lo sviluppo economico, con il Centro estero delle Camere di commercio e la rete degli emigrati all'estero.

La finalita' dell'accordo, come hanno spiegato i sottoscrittori e', da una parte, evitare l'accavallarsi degli interventi, dall'altra utilizzare le conoscenze logistiche e di relazioni delle 120 associazioni che annualmente, ciascuna autonomamente, organizzano eventi promozionali sull'Abruzzo. L'attivita' di coordinamento degli eventi e delle iniziative sara' svolta da un tavolo che si riunira' quattro volte l'anno tra i sottoscrittori del protocollo e i settori interessati.

La presenza nella giornata di apertura della ''plenaria'' del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, del presidente del Cram, Mauro Febbo, del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, dell'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, e del presidente del Centro Estero delle CCIAA Abruzzo, Daniele Becci, ''testimoniano la valenza fondamentale degli abruzzesi all'estero nella politica di promozione del sistema Abruzzo nel mondo''.

I delegati di tutti i Paesi hanno ricordato l'impegno delle associazioni per reperire fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma dell'aprile 2009, rendicontando le attivita' realizzate con i circa 10 milioni di euro frutto di donazioni. L'Assemblea ha inoltre raccolto la proposta di partecipazione ai lavori della rappresentanza delle nuove generazioni di emigranti che nel medio e lungo termine avranno il compito di portare avanti l'associazionismo abruzzese. Durante i lavori e' stata discussa una proposta di riforma della legge regionale in materia di emigrazione che sara' analizzata dai componenti Cram e portata all'attenzione dei consiglieri regionali di riferimento Franco Caramanico, Ricardo Chiavaroli e Antonio Prospero. Nella giornata conclusiva, Pagano ha ribadito la vicinanza delle istituzioni regionali ai connazionali residenti all'estero.

Abruzzo nel mondo

L'altro Abruzzo, una risorsa straordinaria

L'altro Abruzzo, una risorsa straordinaria

 

 -  Sono  quasi 1 milione e 200 mila sparsi ovunque   come quelli residenti in Italia.Una realtà incredibile organizzata in 128 associazioni 128 le associazioni In America e Canada le piu' numerose.Quelle nuove a Cuba-      
            
 

     Sulmona,14 ottobre.- Le Associazioni di Abruzzesi nel mondo iscritte all'Albo regionale sono  in totale 128, con presenze in 16 diversi stati, in alcuni di essi si sono riunite in federazioni e confederazioni. Le maggiori concentrazioni di Abruzzesi sono in Nord e Sud America (Canada e Usa maggiormente, poi Argentina, Brasile e Venezuela); l'Europa con Svizzera e Belgio. Una grande comunità abruzzese è presente anche in Australia, in numero minore Sud Africa e gli altri. 33 hanno sedi in Europa, 11 in Belgio, alcune riunite in una federazione, 13 in Svizzera riunite anch'esse in una federazione, 5 in Germania, 2 in Lussemburgo, 1 in Gran Bretagna, 1 in Francia. Nel continente africano sono presenti due associazioni, una in Algeria e una in Sud Africa. 36 sono le associazioni presenti in Nord America, delle quali 21 in Canada, riunite in 3 federazioni e una confederazione, e 15 negli U.S.A. riunite in due federazioni. Il Sud America è il luogo dove si concentra il maggior numero di associazioni, ben 42, tra queste, 16, di cui una federazione, hanno sede in Argentina, 13 in Brasile riunite in una federazione, 11 in Venezuela aggregate in due federazioni, una in Cile ed una in Uruguay. In Oceania sono presenti 15 Associazioni Abruzzesi riunite in una federazione, tutte in territorio australiano. Sono pronte per l'iscrizione all'Albo altre 6 associazioni di cui 1 in Brasile e le altre 5 in nuovi paesi (Paraguay, Cuba, Spagna, Olanda e Svezia), cosi da portare a 21 gli Stati con la presenza di Associazioni Abruzzesi. Da una stima ufficiosa si può ritenere che gli Abruzzesi nel mondo siano all'incirca tanti quanti i corregionali residenti in Abruzzo (1.200.000), senza contare le seconde e terze generazioni. (h 20,00)

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Rubriche - il Diario proibito di Mario Fratti

Rubriche - il Diario proibito di Mario Fratti

- Autore di ’Nine’, è una star di Broadway ma progetta un romanzo sulla sua città d’origine -

di Annamaria Barbato Ricci

L’Aquila, 19 settembre 2011 - Li ha conosciuti proprio tutti: Lee StrasbergMarilyn Monroe, Arthur MillerKatherine Hepburn, ma anche Silone Flaiano; ai tempi nostri, i divi hollywoodiani e di Broadway. Mario Fratti, il commediografo italo-americano famoso nel mondo sembra sprizzare bonomia da quella pelle senza rughe abbastanza incongrua rispetto ai registri anagrafici, che lo registrarono a L’Aquila, il 5 luglio del 1927. Ce l’ho qui davanti. Siamo nella città martoriata dal sisma del 2009. Intorno a noi, una struttura miracolo, il Parco delle Arti, figlio di Teatro Zeta e di quel geniaccio di Manuele Morgese che, con tenacia e quasi tigna, ha creato un vero motore di crescita culturale. Una struttura che sta sorgendo e che continua a girare a mille, nonostante le macerie blocchino il centro storico e tanta gente non sia ancora ritornata nella sua casa… e forse non ci tornerà mai più.

L’occasione è di quelle da segnarsi cum albo lapillo: la nascita dell’Accademia d’Arte Drammatica dell’Aquila di Teatro Zeta, di cui Mario Fratti è presidente onorario. Conferenza stampa in Regione e grandi manifesti per la città (nella cintura esterna di quella città morta…) danno un potente amplificatore ad un evento unico, in quanto co-finanziato dall’Ente locale e dall’UE, coi Fondi POR – FESR. Ma l’unicità è anche nella presenza dell’Autore di tante commedie di successo, fra cui il pluripremiato e replicatissimo musical Nine. Che dal podio scioglie lodi e incoraggiamenti alle giovani generazioni, pur se non risparmia stoccate al Palazzo, reo di non dare abbastanza attenzione alla cultura ed ai talenti.

Perché  partì per l’America nel 1963?

“Furono scoperte mie commedie in inglese, lingua che amavo sin da allora e che ritenevo più adatta a sfondare sul mercato teatrale internazionale, e fui invitato alle loro prime a New York, dove ebbero un lusinghiero successo e mi chiesero di restare come insegnante di drammaturgia, prima alla Columbia University e poi all’Hunter College. Trovai l’appartamento all’angolo fra la 55.ma Strada e Broadway e sono ancora lì, dopo quasi 50 anni. Mio condomino fu Tennessee Williams: ci guardavamo dalla finestra e ci salutavamo prima di iniziare a tempestare i tasti delle nostre macchine da scrivere manuali, che hanno visto nascere le nostre commedie.”

Il suo lavoro di maggior successo è stato ’Nine’, musical che ancora gira il mondo e dal quale è stato tratto un film, anche se figlio di un dio minore, in quanto rivelatosi un mezzo flop. Può raccontarcene la storia?

“Trasformare il film ’Otto e mezzo’ di Fellini in un musical per Broadway, come ci si proponeva inizialmente, era praticamente impossibile. Ho, quindi, avuto il coraggio di cambiare l’80% del copione per adeguarlo ai gusti di Broadway. L’evoluzione fu importante: è stata l’idea di mandare il protagonista Guido (l’alter ego di Marcello Mastroianni) a Venezia, a girare il film Casanova la chiave di volta del successo. Ciò ha consentito di animare l’azione con varie peripezie, balletti ed effetti speciali e di condirla con un pizzico di satira. Ed è stato il segreto di quasi 2 anni di repliche a Broadway e poi lunghe tournée in tanti Paesi, dall’Australia al Giappone, dalla Corea del Sud alla Finlandia, dalla Germania alla Francia. L’Italia...un ottimista come me dice: verrà. Non è stata qui che venne coniata la frase:’ Nemo propheta in patria?’”

Ma lei glissa sul mancato successo del film! Eppure ce ne erano tutte le premesse, compreso un cast stellare…

​"Il finale del musical era molto poetico e profondo: un bambino di 9 anni, l’incarnazione di Guido da piccino, accusa i quarantenni di essere dei bambinoni rimasti fermi all’età di nove anni. Di qui il titolo del musical. Purtroppo il regista del film omonimo, Rob Marshall, non ha usato nella sua versione i punti di forza del musical, ovvero Venezia ed il finale poetico, preferendo riprodurre il film di Fellini dal principio alla fine. I remake sono sempre scivolosi.”

Cosa bolle in pentola nell’attico fra la 55.ma Strada e Broadway?

Quell’attico ha visto nascere 91 storie teatrali, tutte caratterizzate da finali imprevedibili, il che, a detta dei critici, costituisce una mia specificità, tale da attrarre il pubblico. Ora sono alle prese con un progetto che mi sta molto a cuore; un omaggio alla svolta di democrazia che gli Stati Uniti, il Paese dove vivo e che mi ha dato il successo, stanno vivendo con la Presidenza Obama. Sono alle ultime limature di un giallo, intitolato ’Obama 44’, in cui un’ammiratrice di Obama viene misteriosamente assassinata. Ed anche qui il finale è impensabile."

Un commediografo come lei ha mai avuto un sogno nel cassetto?

“Più che un sogno, un romanzo. Rimasto nel cassetto sin dagli anni ’50 e considerato impubblicabile in quanto infrangeva tabù all’epoca sacrali. Un po’ come il mio primo lavoro teatrale, il radiodramma ’Il nastro’ che vinse il Premio RAI nel 1959 e, poiché fortemente antifascista, non venne mai registrato. La storia riguardava partigiani torturati che non hanno mai tradito i loro compagni. Il mio romanzo, intitolato ’Diario proibito’, una risma di carta dattiloscritta, in cui molte parole erano appena leggibili, verrà pubblicato ai primi dell’anno prossimo dell’Editore Graus di Napoli, con la prefazione di Emanuele Macaluso. La storia intreccia vincitori e vinti, meschinità grandi e piccole nel quotidiano dell’immediato dopoguerra con digressioni di flash back che raccontano la crudeltà del periodo fascista. Protagonista su tutti, L’Aquila, con strade, nomi e il toccante episodio dei 9 martiri, di cui io, per mero caso non fui il decimo.”

da L’Indro – www.lindro.it

http://www.lindro.it/Il-diario-proibito-di-Mario-Fratti#forum617

 

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