Attualità

50 orsi marsicani hanno invaso pacificamente Piazza Montecitorio

 

” Chiedono alle Istituzioni di lavorare per il loro futuro”. Il Wwf sollecita una legge per l’orso marsicano, risorse e azioni da parte del Ministero Ambiente,Parchi Nazionali, Regioni e Comuni

Sulmona,11 Ottobre– Cinquanta orsi marsicani hanno invaso pacificamente Piazza Montecitorio per chiedere alle istituzioni di lavorare per il loro futuro, scongiurando il rischio di estinzione. Il numero di orsetti di cartapesta che hanno animato la piazza davanti alla Camera dei Deputati non è casuale, visto che corrisponde a quello, stimato, degli individui rimasti. L’azione del WWF, che ha deciso di dedicare il mese di ottobre all’Orso marsicano e che ha lanciato la campagna Orso 2×50 per raddoppiarne la popolazione entro il 2050, ha lo scopo di chiedere alle istituzioni interventi concreti e risorse per scongiurare il rischio di estinzione, in coerenza con le azioni a tutela della biodiversità previste dal Green New Deal del Governo.

L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie di orso bruno unica al mondo, che vive solamente in Italia, tra Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Parco Nazionale della Majella e aree appenniniche limitrofe. È più piccolo del “cugino” alpino ed europeo dal quale si differenzia per il diverso patrimonio genetico (confermato da recenti studi) e per il comportamento: secoli di stretta convivenza con l’uomo e le sue attività hanno infatti plasmato il comportamento di questi orsi che sono particolarmente mansueti. Il millenario isolamento che ne ha determinato l’unicità genetica mette purtroppo a rischio questa relitta popolazione che oggi conta solamente poco più di 50 individui ed è considerata dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) “in pericolo critico”, Critically Endangered (CR), l’ultimo gradino prima dell’estinzione.

Sono ancora diverse le minacce che non permettono alla popolazione di Orso bruno marsicano di espandersi numericamente e di ricolonizzare nuove aree vitali.

Negli ultimi 25 anni sono stati rinvenuti morti 43 orsi, di cui il 40% per bracconaggio diretto (avvelenamento, arma da fuoco e lacci), il 25% per cause accidentali legate all’uomo (investimenti stradali e ferroviari, annegamento in vasche artificiali), il 14% per patologie (spesso trasmesse dal bestiame non controllato al pascolo e da cani vaganti) e il 5% per aggressione diretta di cani. Vale a dire che quasi l’85% dei decessi nella popolazione di Orso negli ultimi decenni sono responsabilità diretta o indiretta dell’uomo.

Il WWF chiede a Governo e Parlamento una legge speciale che istituisca e finanzi con 6 milioni di euro la Rete Ecologica dell’Appennino a tutela dell’habitat dell’Orso; al Ministero dell’Ambiente fondi regolari e adeguati a favore dell’Orso per progetti di sistema nei Parchi Nazionali; ai Parchi stessi e alle Regioni l’istituzione delle Aree Contigue e fondi adeguati per la prevenzione dei danni; alla Regione Lazio, in particolare, l’istituzione del Parco Naturale dei Monti Ernici-Simbruini; alla Regione Abruzzo personale per la Rete di Monitoraggio Orso; ai Comuni regolamenti per gestire adeguatamente le fonti trofiche e il randagismo canino, in accordo con le ASL.

In sintesi 

  • Governo e Parlamento: legge speciale di rete ecologica per l’Orso, con 6 milioni di euro in 3 anni
  • Ministero dell’Ambiente: fondi e progetti di sistema per l’Orso marsicano
  • Parchi Nazionali: aree contigue e regolamentazione
  • PATOM: progetti coordinati di prevenzione e ricerca
  • Regioni: aree contigue e fondi prevenzione (Lazio: Parco Ernici-Simbruini; Abruzzo: Rete di Monitoraggio)
  • Comuni e ASL: regolamenti e controllo randagismo

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