Lunedi, 13 novembre 2017

Sono 5 le faggete del Pnalm riconosciute patrimonio dell’Unesco


2017/10/06 14:430 comments
  • La scelta interessa una superficie complessiva di 937 ettari, ricadenti nei comuni della provincia dell’Aquila. Oltre a Val Cervara, in vita da oltre 500 anni, sono state riconosciute le faggete di Moricento (Lecce nei Marsi), Coppo del Principe e Coppo del Morto (Pescasseroli) e Cacciagrande (Opi). Stamani in Regione la consegna di un riconoscimento al Presidente del Parco e al Presidente della Comunità del Parco-

 

Sulmona, 6 ottobreL’Unesco ha inserito 5 faggete vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra i siti patrimonio dell’umanità. E’ la prima volta per l’Abruzzo.

Nel Parco sono state selezionate 5 faggete, per una superficie complessiva di 937 ettari, ricadenti nei comuni della provincia dell’Aquila. Oltre a Val Cervara, in vita da oltre 500 anni, sono state riconosciute le faggete di Moricento (Lecce nei Marsi), Coppo del Principe e Coppo del Morto (Pescasseroli) e Cacciagrande (Opi).

Le faggete abruzzesi rientrano nel patrimonio Unesco “Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, riconosciuto nel 2007, ampliato nel 2011 con alcune foreste tedesche e ulteriormente allargato lo scorso luglio a foreste di altri 13 Paesi europei, tra cui l’Italia. Al riconoscimento hanno collaborato anche l’Università della Tuscia e la Direzione generale per la protezione della natura del Ministero dell’Ambiente.

Questa mattina a Pescara l’assessore ai parchi Donato Di Matteo, insieme al presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, Lorenzo Berardinetti, ha consegnato un riconoscimento al presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Antonio Carrara, al presidente della Comunità del Parco Antonio Di Santo e ai sindaci di Villavallelonga, Lecce nei Marsi, Pescasseroli, Scanno e Opi.

“Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – spiega Di Matteo – sono stati individuati ben 5 nuclei di faggeta ricadenti in cinque comuni, siti che si contraddistinguono per l’elevata naturalità e per la specifica collocazione geografica lungo il crinale principale dell’Appennino. Proprio queste sono state le motivazioni che hanno convinto la commissione giudicatrice. Un risultato straordinario per la nostra Regione e per il territorio del Parco Nazionale, al quale va il riconoscimento per l’impegno profuso in questi anni. Un primato anche a livello nazionale, visto che è la prima volta che una foresta italiana viene inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità”. (h. 14,00)

 

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