Home Senza categoria  “ Il Rinascimento dei bambini”,la bella occasione per la città

 “ Il Rinascimento dei bambini”,la bella occasione per la città

Scritto da redazione

Il CSV ha portato a Sulmona la storia degli Innocenti di Firenze

Sulmona,18 novembre-  Coniugare arte,   architettura,  donazione,carità: concetti in apparenza lontani ma in realtà accomunati jella cultura della bellezza e della solidarietà E’ questa la premessa con cui nasce la mostra “ Il Rinascimento dei Bambini”, promossa dal Centro Servizi per il Volontariato Abruzzo e realizzata da Banco Farmaceutico e Meeting di Rimini,presentata oggi a Sulmona presso la Sala Conferenze dell’Archivio di Stato dell’Aquila alla presenza, tra gli altridall’Assessore alla Cultura del Comune di Sulmona,  Rosanna Tuteri,del Presidente del CVS Abruzzo Casto di Bonaventura e della Direttrice dell’Archivio di Stato Marta Vittorini. Presente alla cerimonia anche Domeico Taglieri Presidente della Fondazione Carispaq

Quella di Sulmona è la quarta tappa abruzzese dell’esposizione,già allestita a Pescara e a Chieti,la scorsa primavera e a Teramo nel mese di Ottobre.La mostra a cura di Mariella Carlotti racconta la storia dello Spedale degli Innocenti di Firenze, creato su iniziativa del mercante pratese Francesco Datini,che alla sua morte destinò i suoi averi per avviare la realizzazione e la gestione di una struttura per accogliere le bambine ed i bambini abbandonati.

“ Abbiamo visto in questa mostra una grande valenza educativa- ha dichiarato il Presidente del CSV Abruzzo Casto di Bonaventura- è il racconto di come,dal gesto di un singolo soggetto,una intera comunità si muova per un ideale di bene,di bellezza di giustizia e mi auro che chi visiterà la mostra,ed in particolare i ragazzi,pssano essere affascinati da questa realtà ancora oggi presente ed operante in Firenze”. 

La mostra arriva a Sulmona in prossimità della  Giornata Internazionale per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che cade domenica 20 novembre. Come evidenzia Carmela Petrucci, Componente del Consiglio Direttivo del CSV Abruzzo,la scelta di portare questa iniziativa anche a Sulmona è dettata in particolare della presenza in città di un luogo di accoiglienza per bambini abbandonati gestito per secoli dalla Casa Santa dell’Annunziata,un’istituzione laico- religiosa analoga a quella fiorentina,in quanto ente di beneficienza per l’assistenza delle fasce piu’ deboli che possiede un notevole patrimonio storico ed artistico.

“ La necessità di provvedere agli orfani e ai ragazzi bisognosi- sottolinea Petrucci- è sorta diffusamente intorno alla metà dello scorso millennio; così come a Firenze lo Spedale degli Innocenti, a Sulmona abbiamo avuto il Conservatorio femminile di San Cosimo di cui l’archivio di Stato custodisce ampia documentazione oggi in esposizione,un istituto che prevedeva un servizio baliatico interno e a domicilio, e dove le orfanelle ctrescevano e studiavano.

 Al momento del matrimonio veniva devoluta loro anche una dote; quelle che invece restavano nel Conservatorio impartivano lezione ai piu’ giovani o lavoravano all’esterno. Altra struttura cittadina era il Monastero di Santa Chiara gestito dalle suore di clausura, dove era presente una ruota per l’accettazione di infanti abbandonati; un servizio di accoglienza limitato nel tempo che prevedeva un successivo affidamento successivo a famiglie. In seguito brefotrofi e orfanotrofi sono stati progressivamente sostituiti sia dagli istituti dell’adozione e dell’affidamento, sia dalle case famiglie o della comunità, che cercano di riprorre la formula dell’accoglienza in ambito familiare “

 L’esposizione sarà visitabile dal 18 al 25 novembre (tranne domenica 20) nei locali dell’Archivio di Stato dell’Aquila- Sezione di Sulmona- in Viale Sant’Antonio n.30 dalle 9 alle 15,00. I visitatori avranno la possibilità di visionare 32 pannelli che compongono le tre sezioni in cui è articolata la mostra insieme ai ciceroni volontari, opera per la quale si alterneranno i Volontari i Servizio civile del Museo  diocesano del Comune di Sulmona, della Cooperativa Horizon Service di Sulmona, della sede dell’Aquila del CSV Abruzzo, dell’ANFFAS  di Sulmona. Insieme a loro anche alcuni operatori del centro diurno dell’Anffas,alcuni dirigenti dell’Archivio di Stato e volontari che hanno aderito all’iniziativa

L’Assessore alla Cultura Tuteri:” Il messaggio chiaro che ci perviene dalla storia “

L’Assessore Comunale alla Cultura Rosanna Tuteri

L’assessore Tuteri, stamane, ha ringraziato gli organizzatori del CSV, la direttrice e il personale dell’Archivio di Stato, sezione di Sulmona, sempre pronto e disponibile ad accogliere ed ampliare con il proprio patrimonio documentario le proposte di valorizzazione e divulgazione attuate attraverso le mostre. 

In questo caso l’esposizione tocca un tema importantissimo nelle società del passato e contemporanee: la cura verso i bambini abbandonati. Se nell’antichità la patria potestas si arrogava il diritto di vita e di morte sui neonati, tanto che abbiamo documenti come le epigrafi e i testi letterari che parlano degli “alumni” affidati alle balie e dei “nutriti”, piccoli a volte neonati, che venivano affidati ai pastori transumanti e alla piccola società in cammino con le greggi, è solo con l’Umanesimo e il Rinascimento che vengono istituite, a Firenze nel 1419, a Sulmona circa un secolo dopo, strutture per l’accoglienza, il mantenimento e l’educazione dei bambini “innocenti”.  

Tale attività solidale e benefica sembra comunque praticata nella nostra Città dalla fondazione dell’Annunziata nel 1320 e proseguita nel convento di San Cosimo fino ad epoche recenti. Sottolinea ancora l’assessore come lo spirito della mostra inviti a considerare come a Firenze, insieme al nutrimento materiale e alle cure, i bambini ricevessero un’educazione alla bellezza, per il fatto che erano circondati dalle opere d’arte presenti nell’Ospedale degli Innocenti, edificio antesignano del Rinascimento, opera di Filippo Brunelleschi.

 Dalla storia si riceve un messaggio chiaro: la civiltà consiste nella volontà e nella capacità di prendersi cura degli elementi deboli della società. E la civiltà è al massimo grado, quando alla cura si accompagna la bellezza.

Leggi anche

Lascia un commento