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La processione del primo novembre a Sulmona

Scritto da redazione
Sulmona, la processione del 1 Novembre verso il rientro

Sulmona, 1 novembre- Sulmona, ha una storia secolare religiosa e di che rimonta a secoli lontani, con molte congregazioni che nel corso del tempo purtroppo svaniranno. A seguito della riforma protestante, seguirà la controriforma cattolica; le confraternite saranno una delle massime espressioni secolari della risposta della chiesa cattolica alla riforma protestante. Il primo novembre è la giornata dedicata alla vetusta processione del primo novembre la quale, partendo dalla chiesa della Santissima Trinità sita in Corso Ovidio, giunge al cimitero di Sulmona. Ad allestirla è l’Arciconfraternita della Santissima Trinità, Pio Arcisodalizio più antico della città di Sulmona, giunto sino ai nostri giorni; le prime notizie della sua esistenza a Sulmona sono datate con documenti storici all’anno 1320; i documenti recano il sigillo del Vescovo cittadino dell’epoca Andrea Capograssi.

 I trinitari con camice e cordone rossi, il primo segno di carità ardente, il secondo segno di continenza e castità, la pettorina bianca quale segno di purezza interiore, le placche le quali contraddistinguono le rispettive cariche e mansioni nell’Arciconfraternita, al passo cadenzato dello struscio, loro passo secolare, incedono maestosamente lungo le vie principali sia del centro storico cittadino, sia della Sulmona nuova, per giungere al cimitero di Sulmona dove ad attenderli, come sempre, vi è la folla  in emozionante, trepidante attesa dell’arrivo del corteo processionale.

La processione, come tradizioni vuole, è preceduta dal complesso bandistico il quale esegue, alternativamente, le due marce funebri composte da Alberto Vella dal titolo “una lacrima sulla tomba di mia madre” e di Frederick Chopin dal titolo “Pio IX”, e da una fila di portatori di corone. Sono composizioni musicali che, innumerevoli generazioni di turisti e cittadini Sulmonesi, hanno udito con commossa partecipazione, raccoglimento in preghiera. Da anni, alla cerimonia religiosa, prende parte anche una rappresentanza della secolare Confraternita di Santa Maria di Loreto dalla mozzetta e cordone verdi, segno di speranza cristiana, il saio bianco quale segno di purezza spirituale; le due congreghe religiose sulmonesi rappresentano un binomio inscindibile di fascino, prestigio, storia secolare dei riti della Settimana Santa Sulmonese, di ogni cerimonia religiosa cittadina organizzata. Si potranno ammirare ancora una volta alcuni cimeli secolari di proprietà del Sodalizio trinitario, portati in processione. Il tronco, la grande croce vacua di color rosso, avente i tralci d’argento, opera dell’artista Sulmonese Nicola Gizzi il quale lo donerà alla congrega trinitaria; l’opera risale al 1750. Il tronco è un simbolo secolare al quale tutti i trinitari confratelli e consorelle tengono moltissimo. Prima dell’ingresso del corteo processionale, lungo il viale del cimitero, si ha la tradizionale cerimonia in ricordo dei caduti di guerra, con la banda la quale esegue il Piave, l’inno nazionale, il silenzio militare, affinché resti indelebile il ricordo, la memoria di quanti hanno immolato le loro vite per la democrazia, la libertà, prendendo parte alle guerre che, nel corso della storia, purtroppo si son combattute. È un momento della cerimonia religiosa fra i più emozionanti, commoventi.

Sulmona, la cerimonia dinanzi all’ingresso del cimitero

 La tradizione vuole che, quando il corteo processionale varca il cancello cimiteriale, tutti i confratelli e le consorelle che, nel corso della storia, sono appartenuti alla congrega trinitaria tocchino il Tronco quale manifestazione di eterna, immortale, intramontabile fedeltà ed appartenenza all’Arciconfraternita della Santissima Trinità. Altro cimelio è la croce lignea risalente al XVI secolo, recante la figura di Gesù in argento. Le due marce funebri scandiscono il tempo del passo dello struscio in un silenzio sacrale, nel quale si ode il rumore delle suole delle scarpe sull’asfalto. Trinitari e Lauretani sono vestiti rigorosamente in abito scuro e papillon, quale secolare eleganza e rispetto per le cerimonie religiose che essi allestiscono da secoli. Toccante, commovente, di particolare significato, è il momento nel quale, il corteo processionale all’imbrunire, quando le ombre della sera e della notte, iniziano a scendere nel cimitero, avvolgendo ogni cosa rendendola ancora più affascinante, misteriosa, al passo cadenzato dello struscio, lasciano il cimitero accompagnati dalle note di una delle due marce funebri.

 La luce dei fanali trinitari accesi rappresenta la luce della resurrezione, della vita eterna. I fanali rischiarano l’imbrunire, l’inizio di una nuova notte cimiteriale. Sui fanali non vi sono i fiori bianchi, ma neri, quale segno di deferenza, rispetto verso i defunti. La processione percorre il viale centrale del cimitero realizzando un momento d’una emozione indescrivibile, che per comprenderla bisogna viverla. Il corteo percorrendo l’itinerario in senso inverso rientra nella chiesa Trinitaria, accolto da due ali di folla in attesa. Una cerimonia emozionante, forse finanche difficile da spiegare, la quale vede tornare da ogni località nazionale ed estera molti Sulmonesi, i quali non vogliono mancare all’appuntamento con la storia secolare Sulmonese, mantenendo intatte le radici con la loro città natia che mai si recisero, mai si recidono, mai si recideranno. Anche la letteratura, nel corso della storia con i suoi autorevoli poeti, ha celebrato i defunti. 

Il primo novembre è giornata dedicata ai nostri defunti, mantenendo indelebile il loro ricordo e realizzando, dinnanzi le loro tombe, la fondamentale corrispondenza d’amorosi sensi. 

Andrea Pantaleo      

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